la rivoluzione digitale

La rivoluzione Digitale, considerata negli anni del cambiamento o della crisi?

Prima di tutto vi starete chiedendo, se io abbia una fissazione per questo frutto, che mi piace postare parecchio. In realtà no, ma ve lo volevo riportare come introduzione dell’argomento, semplicemente come simbolo di provocazione.

Vi ricordate l’esempio calcistico che ha come protagonista una banana? dai che ve lo ricordate… ha fatto il giro del mondo, scatenando tutta una serie di reazioni anti-razziste. Dopotutto anche multinazionali come Chiquita (campagna creata da Armando Testa) e Fratelli Orsero, hanno sostenuto la campagna nata sul campo di calcio, condividendo sui propri social network gli hashtag, contro il razzismo. L’evento non ha influito granché sui consumi di banane nel mondo, ma ci fa riflettere su quanta potenza abbiano oggi i social network e sull’importanza della provocazione. Un’idea in un’attimo, può girare per il mondo, scatenando una serie di reazioni a catena. Sembrerebbe che stiamo andando avanti anni luce. Ma perchè siamo ancora così indietro?

La Rivoluzione digitale

Da quasi due decenni, i nostri processi di comunicazione sono caratterizzati da un uso crescente e sempre più invasivo dei ‘Nuovi Media’. Con essi è cambiato il modo di comunicare, di vivere le relazioni e di gestire il prodotto ed il marketing in generale. La penetrazione di internet infatti, ha raggiunto l’80% (dati Audiweb) e se analizziamo il comportamento di noi concittadini, ci accorgiamo presto che, siamo al primo posto in tutta Europa, per presenza sui social network.

Internet è nato negli Usa (sti maledetti sempre avanti :P) alla fine degli anni 70, in piena guerra fredda, tra le mura pentagonali della Difesa Usa. Il web però apparve simile ad oggi, nel 1989 (solo?) grazie a Tim Berners-Lee, ricercatore inglese del Cern di Ginevra. Esso ebbe l’intuizione di creare un’interfaccia grafica, basata sul concetto di ipertesto, che permettesse di sfruttare in modo intuito i testi, le immagini ed i video presenti sul server connessi tra loro. L’idea prese vita definendo un linguaggio specifico: Html, con conseguenza nascita del browser (sfogliapagina). Un consiglio spassionato è quello di leggere questo libro, che oltre a parlare di personal branding, tratta anche di cosa rappresenta la tecnologia e come si è evoluta. My personal branding.

La generazione X

Questa generazione, (millennials, che comprende chiunque abbia vissuto la nascita tecnologica), ha vissuto la crisi più devastante dal dopoguerra ed il mondo non ha capito che ha bisogno di prospettive. Siamo di fronte ad una rivoluzione digitale e tecnologica impressionante, che cambierà (se non l’ha già fatto) alcune caratteristiche cruciali.

Ad esempio cosa ne sarà delle aziende di terza generazione, a proposito del cambiamento tecnologico? Perchè però gli Italiani sono per lo più precari, nonostante vi siano nuovi lavori?

Non c’è la capacità di essere quelli, che sul terreno dell’innovazione, dei prodotti e dei processi sono avanti rispetto ad altri (se ci sono, son troppo pochi).

L’Italia non ha una visione del sistema e con ciò si intende che abbiamo un problema di sostegno, del credito, delle banche, di fondi pensionistici. Molti contribuiti vanno alle imprese che comunque andavano bene, ma c’è una gran parte del paese che è rimasto indietro… Nel 2004 con l’evolversi di tutte queste intuizioni, O’Reilly Media coniò il termine web 2.0, che permette la condivisione tra utente e la collaborazione online, anche non esperti. Sarà stato veramente un bene?

Internet a portata di tutti

Questa è una grande opportunità, perchè possiamo creare e condividere con facilità contenuti multimediali. Ogni azienda cerca di essere presente sul mercato e anche le piccole realtà, iniziano a riflettere sulla propria presenza online

Perchè allora, le aziende falliscono, nell’era della rivoluzione digitale?

Io non credo che le aziende falliscono perchè non vi sono più clienti (come dicono loro). La realtà è che se il mercato di riferimento cambia e cambia il modo di vendere, ma soprattutto di comprare.  Un’azienda, come anche un privato, non può rimanere ancorato alla logica del marketing degli anni ’80. Il problema è solo di mancata adattabilità dell’azienda, perchè gli stessi prodotti continueranno ad essere venduti, da chi avrà la capacità di adattarsi meglio al mercato.

Conclusioni

Dunque: il mercato è cambiato ed una cosa è certa: il cliente ha assunto una nuova forma. Perchè le aziende ancora non investono, nell’unico modo che potrebbe salvarle?

(qui ho un pò sintetizzato il concetto, http://www.linkiesta.it/it/article/2013/01/06/ecco-perche-le-imprese-italiane-non-investono-in-innovazione/11111/ , ma se volete un approfondimento linkiesta tratta dei motivi per il quale, le imprese non investono sull’innovazione).

Questa settimana mi son trovata più volte a discutere di questo aspetto ed a malincuore ho trovato tanti muri concettuali. In questo articolo volevo incentivare i miei amici, che non vedono via d’uscita, a crearle queste modalità.

Inventandosi ogni giorno

d’altronde, siamo bravi in questo, noi italiani.

Non basta lavorare, ma bisogna continuare a desiderare, appassionarsi e perchè no… continuare a  sperare e#mangiatebanane #potassiopertutti #youdigital #youbrand

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